All’Istituto Clinico San Siro, i benefici dell’ozonoterapia nella riabilitazione

“L’ozonoterapia, spiega la dottoressa Cristina Beretta, fisiatra presso l’Unità operativa di Riabilitazione specialistica all’Istituto Clinico San Siro, è un trattamento utilizza una miscela di ossigeno e ozono, gas molto instabile che determina il rilascio dell’ossigeno ai tessuti dimostrandosi utile nel trattamento di tutte quelle patologie caratterizzate da carenza di ossigeno.

L’emoglobina ossigenata, grazie all’azione dell’ozono, trasferisce l’ossigeno ai tessuti rendendolo più utilizzabile dall’organismo; la membrana dei globuli rossi viene resa più deformabile rendendo così più rapido e fluido il passaggio del sangue nella rete capillare del microcircolo. L’ozono è una molecola ossidativa che, mediante uno stimolo, induce una forte risposta antiossidante da parte dell’organismo. Attraverso la modulazione di alcuni mediatori chimici, favorisce la produzione di sostanze antiossidanti che inducono un’azione scavengerovvero di pulizia sui radicali liberi con proprietà detossificante e rigenerante cellulare e contrastando le patologie infiammatorie e degenerative”.

“L’ossigeno-ozono terapia, continua, in base alla via di somministrazione scelta, può risultare utile nella difesa dell’organismo contro le infezioni, eventuali processi tumorali e contro la neurodegenerazione costituendo una vera e propria barriera protettiva. Inoltre, modula le malattie autoimmuni (es. artrite reumatoide, lupus e altre patologie infiammatorie croniche sistemiche) permettendo di controllare e ridurre la loro attività citotossica. Esercita, inoltre, attività antibatterica, antivirale, antimicotica e antinfettiva perché è in grado di ossidare la membrana dei batteri uccidendoli mentre, nelle infezioni virali, si lega alla loro membrana impedendone la replicazione.  Con la somministrazione per via intramuscolare paravertebrale svolge un’azione di riduzione del volume delle protrusioni o ernie oltre che un effetto antiinfiammatorio, miorilassante e analgesico che deve però essere associato a chinesiterapia e rieducazione ergonomica”.

“È indicato, conclude Beretta, nel trattamento delle ernie/protrusioni discali non chirurgiche e presenta innumerevoli vantaggi: è economico, facilita il recupero riabilitativo, è efficace e sicura. Controindicazioni sono lo stato di gravidanza, il favismo, l’ipertiroidismo, la presenza di emopatie o le alterazioni della coagulazione”.

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