Artrite reumatoide: come si diagnostica?

“L’artrite reumatoide - spiega la dottoressa Gabriella Santalena, specialista in reumatologia presso l’Istituto Clinico San Siro - è una patologia infiammatoria cronica sistemica che può colpire tutte le articolazioni diartrodiali (cioè con membrana sinoviale) e, talvolta organi e apparati come il polmone, le sierose, l’orecchio e tanti altri ancora. Le articolazioni vengono generalmente interessate simmetricamente e in maniera aggiuntiva. La malattia si manifesta con dolore, tumefazione, impotenza funzionale e rigidità mattutina delle articolazioni colpite che, se non adeguatamente e tempestivamente trattate, possono andare incontro a deformazioni”.

“L’artrite reumatoide - continua - ha una genesi multifattoriale: si ritiene principalmente che fattori genetici e ambientali possano avere un ruolo trigger (di stimolazione) nella disregolazione del sistema immunitario, che sta alla base del processo infiammatorio articolare. La diagnosi viene effettuata con l’aiuto dei criteri classificativi che includono dati clinici ed esami ematici (VES, PCR, RA test, Anticorpi anti-citrullina). Utili, sicuramente, anche le indagini di radiologia come radiografie, ecografie articolari e risonanza magnetica”. “La malattia colpisce maggiormente il sesso femminile - conclude Santalena - con un rapporto donna-uomo di 4:1 circa, in una fascia di età compresa tra i 40 e i 60 anni, anche se sono possibili manifestazioni infantili e in età senile”.

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