Con la Tecarterapia, l’efficacia del calore contro il dolore

“La Tecarterapia, acronimo diTrasferimento Energetico Capacitivo Resistivo - spiega la dottoressa Cristina Beretta, fisiatra presso l’Unità operativa di Riabilitazione specialistica all’IRCCS Galeazzi-San Siro - è una forma di termoterapia endogena che occupa un ruolo sempre più importante nella fisioterapia strumentale. La particolarità è che lo strumento stimola la produzione di calore da parte del soggetto in cura, inducendo il corpo del paziente a collaborare in modo attivo, per il raggiungimento più veloce della guarigione. La Tecarterapia sfrutta il principio fisico del condensatore che  comprende 4 elementi: le due armature del condensatore (la piastra mobile, con cui il terapista massaggia l'area anatomica dolente o infiammata, e la piastra fissa che il terapeuta applica sulla parte di cute opposta a quella da trattare); il materiale isolante, posto tra le due piastre che in questo caso è l'area anatomica da curare e il generatore elettrico, che, collegato alle due armature, crea tra queste una differenza di potenziale che muove gli elettroliti presenti all'interno dei tessuti. È il movimento degli elettroliti che genera il calore endogeno”.

“La Tecarterapia può lavorare in due modalità - continua - la modalità capacitiva e la modalità resistiva. La capacitiva è indicata per il trattamento di problematiche a livello dei tessuti molli, con una bassa resistenza alla corrente (muscoli, cute, tessuto connettivale, vasi sanguigni, vasi linfatici).  In questo caso, l'impiego di una piastra mobile isolata è ciò che permette di agire specificatamente sui tessuti molli. La modalità resistiva, invece, è ideale per il trattamento di danni a livello di tessuti con un'alta resistenza al passaggio di corrente (ossa, articolazioni, tendini, legamenti, cartilagini, …). In questo caso è l'uso di una piastra mobile non isolata che consente di agire a livello dei tessuti con un'alta resistenza alla corrente”. 

“Le indicazioni terapeutiche della Tecar - conclude - sono tutte le tendiniti acute e tendinopatie croniche riacutizzate, le capsuliti e lesioni legamentose sia traumatiche sia degenerative, contratture muscolari, le infiammazioni croniche e degenerative, lesioni muscolari non recenti. Si è potuto constatare un’efficacia al di là delle aspettative nel trattamento delle cervicalgie-lombalgie con marcata componente contratturale e nella cura della sindrome fibromialgica”. 

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