É sempre necessario ricorrere alla chirurgia in caso di rizoartrosi?

“Quando per la prima volta - spiega il dottor Giuseppe Puliafito, chirurgo ortopedico dell’Unità operativa di Chirurgia della Mano all’Istituto Clinico San Siro - un paziente si presenta con diagnosi di rizoartrosi, si procede sempre con una terapia conservativa, che consiste nell’assunzione di antinfiammatori e l’utilizzo di un tutore che mette a riposo l’articolazione. Oltre a questo, si possono assumere contemporaneamente anche integratori a base di acido ialuronico e condroitinsolfato che hanno il compito di rallentare l’usura delle cartilagini.

Un altro trattamento conservativo, leggermente più invasivo, è rappresentato dalle infiltrazioni che, al contrario dell’approccio chirurgico destruente per l’articolazione, cercano di preservare l’articolazione mettendola nelle migliori condizioni funzionali. Le infiltrazioni, rappresentano una grossa strategia terapeutica che permette di portare avanti i pazienti per molto tempo, senza dover ricorrere alla chirurgia”.

“I farmaci utilizzati per le infiltrazioni - continua - sono l’acido ialuronico e il cortisone che si possono somministrare sia singolarmente sia in combinazione in base alla gravità dell’artrosi del paziente. In caso di una degenerazione importante delle cartilagini, l’effetto lubrificante e disinfiammante dell’acido ialuronico fa sì che l’articolazione lavori meglio. Questo esercita, inoltre, una valida azione preventiva sull’usura delle cartilagini. Il cortisone, invece, rappresenta l’antinfiammatorio più potente che si possa somministrare perché agisce appunto riducendo l’infiammazione e di conseguenza il dolore, ma non ha sicuramente un effetto conservativo per le cartilagini. Se la rizoartrosi è in fase iniziale, l’acido ialuronico è sufficiente a far regredire il dolore e rallentare il deterioramento dell’articolazione”.

“Se le cartilagini sono già consumate - conclude Puliafito - e il paziente ha un dolore importante, si può integrare anche una dose di cortisone che, come già detto, dà sicuramente una risposta importante al paziente nella risoluzione dell’infiammazione e del dolore”. 

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