Maggiore efficacia di trattamento con le infiltrazioni intrarticolari ecoguidate dell’anca

“L’utilizzo dell’ecoguida nelle infiltrazioni all’anca - spiega la dottoressa Ilaria Marchetti, specialista in Medicina dello Sport all’Istituto Clinico San Siro - è una tecnica che permette di raggiungere con precisione l’articolazione coxo-femorale. L’infiltrazione si effettua in sala ecografica con l’ausilio di un ecografo, con il quale riusciamo a visualizzare sia la struttura da infiltrare, sia l’ago (da spinale), sia il farmaco iniettato. Se da un lato si ha una maggior sicurezza di infiltrare davvero il farmaco all’interno dell’articolazione, dall’altro si ha la certezza di non lesionare le strutture sensibili presenti in prossimità del decorso dell’ago, come i grossi vasi femorali, i tendini e i nervi”. 

“Prima di accedere nell’anca - prosegue - si esegue un’ecografia diagnostica di base e si individuano alcuni punti di repere. Sono tante le indicazioni ad eseguire le infiltrazioni all’anca con acido ialuronico: l’artrosi avanzata nell’anziano, gli esiti di displasia congenita dell’anca in pazienti giovani, l’artrosi precoce negli sportivi che stressano molto l’anca. A livello sintomatico le infiltrazioni di acido ialuronico funzionano molto anche se, ad oggi, non esistono evidenze del fatto che ne migliorino il quadro radiologico. Siccome l’indicazione chirurgica alla protesi dipende anche dalla sintomatologia, può capitare che alcuni pazienti presentino radiografie piuttosto gravi ma senza invalidità tale da richiedere l’intervento.  Al contrario, ci sono pazienti che dal punto di vista radiografico non hanno un’artrosi significativa ma lamentano una sintomatologia importante.

Al momento, all’Istituto Clinico San Siro, si effettuano infiltrazioni ecoguidate dell’anca e di altre articolazioni. Altre indicazioni per eseguire un’infiltrazione ecoguidata sono l’artrosi di spalla, di caviglia, la rizoartrosi, e l’artrosi delle piccole articolazioni delle mani. Farmaci antinfiammatori come il cortisone possono essere iniettati con ecoguida anche in regione periarticolare per il trattamento,ad esempio,delle trocanteriti, ovvero le infiammazioni dei tendini piccolo e medio gluteo che si inseriscono sul grande trocantere femorale in prossimità dell’anca”. 

“Nei casi in cui le onde d’urto e fisioterapia non dovessero dare benefici - conclude Marchetti -  si può tentare con le infiltrazioni con cortisone mirate alla borsa peritrocanterica, cercando sempre di risparmiare i tendini (all’interno dei quali il cortisone in alte dosi può essere tossico)”.

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