Rizoartrosi: quando i trattamenti conservativi non bastano

“Nella rizoartrosi - spiega il dottor Giuseppe Puliafito, chirurgo ortopedico dell’Unità operativa di Chirurgia della Mano all’Istituto Clinico San Siro - esistono svariate tecniche chirurgiche anche se l’intervento effettuato con maggiore frequenza, presso il nostro Istituto, è rappresentato dalla trapeziectomia e tenoplastica in sospensione. Questa procedura, letteralmente distrugge l’articolazione, rimuovendo parte della stessa, il trapezio appunto, che viene sostituito da una parte di un tendine prelevato al paziente dal primo canale dorsale del polso; dopodiché il tendine viene ancorato alla base del metacarpo realizzando la sospensione dello stesso”. 

“Esistono anche altri tipi di intervento - continua - come, ad esempio, l’artrodesi che consiste nella resezione ed asportazione delle superfici articolari malate e fusione dei due capi articolari bloccando la mobilità. Chiaramente, ciascuna di queste procedure presenta indicazioni e controindicazioni, ma entrambi efficaci nella risoluzione della sintomatologia dolorosa e nella restituzione di una buona autonomia funzionale”. 

“Il post intervento - conclude Puliafito - varia in base alla tecnica eseguita: in caso di artrodesi, oltre a utilizzare dei mezzi di sintesi (viti, fili, placche) per fissare l’articolazione, bisogna immobilizzare il pollice per circa 2 mesi. Nella tenoplastica in sospensione si immobilizza il pollice per circa due settimane dopodiché vengono rimossi i punti e si comincia il percorso di fisioterapia”. 

X