Sindrome metabolica: una patologia da non sottovalutare

“La sindrome metabolica - spiega il dottor Giuseppe De Blasio, responsabile del Servizio di Cardiologia all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi e all’Istituto Clinico San Siro - è una patologia poco nota al grande pubblico ma con un grande significato dal punto di vista medico riguardo al rischio cardiovascolare. Questa sindrome comprende una serie di fattori di rischio che, quando si manifestano contemporaneamente nello stesso individuo, devono accendere un campanello di allarme con la necessità di controlli ambulatoriali per verificare se patologie in ambito cardiovascolare siano già presenti”.

“Questa sindrome - continua - incide in maniera rilevante sull’insorgere di malattie cardiologiche. Il primo step da compiere è verificare la presenza dei fattori di rischio, come per esempio: controllo della circonferenza addominale, che negli uomini deve essere inferiore ai 102 cm mentre nelle donne deve essere inferiore agli 88 cm; controllo della trigliceridemia, che deve essere al di sotto di 150mg/dl; controllo del valore del colesterolo ‘buono’ (HDL), che negli uomini deve essere superiore a 40 mg/100 ml mentre nelle donne deve essere superiore a 50 mg/100 ml; controllo dei valori della pressione arteriosa che, sia nell’uomo sia nella donna, devono essere inferiore ai 130/85 mg/dl; controllo della glicemia a digiuno che non deve essere maggiore di 100mg/dl”.

“Questi fattori presi singolarmente - conclude De Blasio - non aumentano di molto il rischio cardiovascolare, ma quando si riscontrano 3 o più fattori di questi in maniera concomitante, allora si identifica un paziente con elevato rischio di sviluppare una malattia coronarica”.

 

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